
Si aggira attorno ai 300 miliardi di euro la “fortuna” depositata dagli italiani all’estero e che finalmente potrebbe tornare in patria.
Il monito da parte dell’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza non si è fatto attendere. Lo Scudo fiscale è l’ultima occasione per mettersi in regola.
Certo non è tutto oro quello che luccica, è il caso di dirlo. Infatti, sono servite non poche modifiche normative per evitare che lo Scudo potesse divenire una auto-denuncia penale come sottolineato dal Ministro per l’Economia Giulio Tremonti.
Ma all’enorme potenziale di rientro di capitali in Italia, si aggiunge la paura che anche il denaro legato alla criminalità possa rimpatriare.
Dal Governo, sempre Tremonti tranquillizza consapevole che i capitali criminali se non perfettamente “sbiancati” in Italia resteranno in attività all’estero. Spostando l’attenzione sul fatto che grazie allo Scudo ci saranno meno capitali di disonesti italiani all’estero.
Dove andranno a finire queste “plusvalenze”? E’ presto detto: università, ricerca, scuola, sanità e sociale. Per quanto riguarda i tempi, non ci saranno proroghe di sorta, la data ultima è il 15 dicembre prossimo.
Nel frattempo Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei valori, abbigliato stile mafioso con coppola e sigaro fa appello al Capo dello Stato in piazza contro l’approvazione dello scudo fiscale definito “Una norma che serve alla mafia. Il Capo dello Stato è l’ultimo baluardo per fermare una legge che permette ai criminali di utilizzare denaro che proviene da attività illecite o delitti”.
















