Dopo l’aumento di un punto percentuale dell’Iva la paura dei consumatori ricade sulla possibilità di aumenti selvaggi con la solita scusa dell’arrotondamento per eccesso. Il timore, infatti, è che a dieci anni di distanza si possa replicare l’effetto euro. La manovra fiscale ha effetti decisamente negativi sui bilanci delle famiglie italiane: aumenti previsti sulla fornitura di gas e di energia elettrica.
Tra i consumatori più colpiti ritroviamo la categoria degli automobilisti che hanno visto un rapido aumento del costo della benzina che ha raggiunto somme superiori a 1,7 euro al litro. Non solo l’aumento del costo del petrolio preoccupa gli automobilisti, ma anche il costo dei pedaggi sulle autostrade che hanno raggiunto aumenti fino al 10%. Considerando che il 70% delle merci viaggia su gomma è molto probabile un rincaro dei prezzi al consumo, in particolare alimentari e ortofrutticoli. Anche nel trasporto pubblico sono previsti aumenti del 25-30%. In generale, infatti, il costo sui mezzi di trasporto gioca un ruolo importantissimo nell’ultimo rincaro.
Brutte notizie anche per i fumatori: molti hanno già avuto la spiacevole sorpresa di trovare le proprie sigarette più care di circa 15-20 centesimi a pacchetto.
Rincari, infine, anche sui servizi bancari e sulle rate del mutuo che incideranno in maniera devastante sulle tasche delle famiglie italiane. Con largo anticipo le associazioni per i consumatori avevano previsto un rincaro complessivo di circa 1500 euro l’anno per ogni famiglia esprimendo preventivamente i loro giudizio negativo su una manovra definita iniqua e sbagliata. Inoltre nonostante gli sforzi da parte di tutti anche i benefici sulle casse dello Stato rischiano di essere inferiori a quelli sperati.




Accedi per commentare la notizia... o non sei ancora registrato?