Per il 2012 sono previsti ulteriori tagli alle Università Italiane che mettono a rischio l’eccellenza e il suo prezioso contribbuto allo sviluppo del paese. In sostanza, rispetto ai finanziamenti pubblici del 2010 si prevede un calo del 5,5% che tradotto in cifre significa circa 300 milioni di euro in meno. L’allarme ha preso forma nella Conferenza dei Rettori che ricorda l’impegno da parte delle Università di ridurre al minimo gli sprechi razionalizzando il corpo docente per incrementare le attività di ricerca e trasferimento tecnologico. Nonostante gli sforzi le preoccupazioni sono innumerevoli i risultati saranno sicuramente compromessi dal tagolio previsto per il 2012.
Se pensiamo, poi, al taglio complessivo subito dal sistema universitario italiano nel trienni 2010-2012 non ha eguali nel contesto internazionale: tocca il 12%, ma se consideriamo gli effetti dell’inflazione, il taglio risulta pari al 18%. Certamente non passa inosservato, poi,il taglio superiore al 50% del contributo alle Università non statali. A questi si devono necessariamente aggiungere gli almeno 100 milioni di euro che mancano dal fondo per il diritto allo studio, in pratica azzerato per il prossimo biennio.




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